Vorrei disegnare sulla tua schiena nuda
Tutti i baci del mondo
Voltarmi verso i tuoi occhi
Vedere in essi il piacere
Che provi dondolandoti sul mio corpo.
La tua bocca è carne che si apre
E sboccia come rosa
Lascia la mia lingua fresca
Penetrare tra quei petali umidi
Di calda saliva e rugiada.
Fammi carezzare le curve della schiena
Lentamente
E con la mia lingua scivolare in basso.
Ti avvolgo, ti contengo, ti spingo.
Su tutto il tuo corpo il piacere
Diventa sudore caldo tiepido
Lascia che ti guardi di nuovo negli occhi
Vedo che mi vuoi, mi cerchi, hai voglia
Di me dentro te.
Lascia che ti sfiori il collo
Come piuma d’angelo
Lasciami scendere piano
Fammi di nuovo risalire
Voglio adesso farti di nuovo dondolare
Sopra me…
Amava sparire e sparare. Se quindi ad un certo punto non lo si vedeva più era meglio scappare. Tutti volevano fare da palo ai suoi furti d’amore e poi spartire con lui, gli piaceva strafare e stradire ma anche strabaciare ed era il classico ragazzo a cui si poteva dire tutto, ma proprio tutto, tanto era sordo. Il suo sogno era quello di essere talmente piccolo da abitare sulla punta della lingua di una donna in modo da poter sempre sapere cosa stava lì per lì per dire e rispondere con schiettezza. Pochi peli sulla lingua, disegnava fiori in paradiso e seppelliva ossi dappertutto per quando gli fosse capitato di fare una vita da cani. Il suo cervello gli stava fumando e il proprietario del bar non era affatto contento. Uscì fuori un attimo soprapensiero sperando che nessuno calpestasse le sue strane idee. E si ricordò di un vecchio detto e poi anche di uno più giovane, detto giovane era molto più lungimirante di lui e aveva più ampie vedute, forse perché dal suo terrazzo dei punti di vista c’era un panorama decisamente più vasto.
A volte l'invidia rende ciechi a chi non ha occhi per vedere avvolte l'invisibile orizzonte verticale che sale in discesa lungo il distante lontano mare che muore o fa morire il sole là dietro appena poco dopo un'eclissi di sguardo e occhi in un cielo sospeso in un cielo più alto. Cielissimo. Ma la pena di restare come soli non vale la pena, a malapena come penne che scrivono autografi per se stessi su libri letti da poco che mai nessun altro fiuterà, là sulle pagine dove hai lasciato l'odore, il profumo delle tue mani, libri rifiutati da altri occhi, resteranno per sempre riposti solo per i tuoi occhi, appesi, ciondoli, coriandoli, infrastagliati in uno scaffale, pagine lacerate, lacrime lacere su lettere intagliate di ricordo, appena, sempre se ne fosse valsa la pena, come se ne bastasse la salsa, con il poco succo che ne rimane di tutto questo saranno le ore a scandire ma anche condire o dire e fare il cibo matto della vita folle che ci viene incontro tutti i giorni. O t'io t'amo, o t'io t'ho. Come per dire dire, che nel giorno del lavoro i nostri cuori fanno i motori per abbellire e imbellettare l'eterno universo.
Con la curvatura dello spazio. Oppure con le curve di lei. Ma è esattamente come l'amore: due corpi lontani si attraggono, la distanza diventa minore se è sempre maggiore la forza di gravità tra i due corpi, maggiore è la forza di gravità dell'amore minore sarà la distanza tra i due corpi. Alla fine si finisce a letto insieme. In fondo è semplice. Devo applicare questa teoria della curvatura a piacimento. La gravità dell'amore è un peso mica da sottovalutare. Poi bisognerebbe anche pensare a come diminuire i tempi di latenza nello spazio e aumentare la velocità, in modo che i due corpi distanti nello spazio si scontrino nel più breve arco di tempo possibile. L'amore potrebbe diventare un elemento che accorci le distanze di due stelle a livelli infinitesimali.
E chissà quante cose, ma quante cose, non ci abbiamo detto mai, e mai diremo mai, per sempre non le diremo mai. Segreti e parole segregate fino alla tomba. E se azzeccassimo l’ambo? Fino alla tombola? Sì, quella tomba là. Sono cose che capitano, e accadono le cose che capitano, cadono, cadono. Le parole che si rivestono di significato, non erano meglio nude e crude? Fanno più male forse, eppure hanno il loro fascino erotico. Io oggi mi spoglio, e come da un albero cado giù. Sarò una fogliolina intrigante? Un albero spoglio di tutte le sue foglie, o le spoglie sfoglie di una foglia. E dove le mettiamo le voglie?
Intanto che sbircio tra i fogli, col mio trifoglio alla pagina blu 32, cerco la parola “osare”. Non è osata abbastanza. Bisogna osare, osare. Non è osato ciò che si vuol trovare di nuovo.
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
Non bisogna comunque rimandare il domani al domani che sennò poi diventa dopodomani e ancora, in acqua galleggiare rimanere fermi ancorati, se non addirittura accuorati come se fossimo pieni d'acqua che quando galleggia batte in aria come ali in tempesta, come capelli, come tener testa ad un calvo dai capelli lunghissimi. Ecco homo. Ecce? Eccetera. Ecco donna, io ti chiamerei per nome, ma il tuo nome sarebbe come sale alla mia bocca, manteniamo la dolcezza dell'anonimato, oppure quello del nonnimato? Io sono anche nipote e figlio, Sono stato perfino cugino di terzo grado, ma ustionato fortissimo. Bisogna curare le piaghe, stirare le pieghe e anche le donne. Non avete mai stirato una donna? Basta usare il vostro ferro ben caldo, non a vapore, diciamo attrazione. E' scrivere nel segno che è difficile, così come lasciarlo. Eppur ricordo che tra amico e amaca v'è solo poca differenza, la seconda dondola il primo forse danza e il terzo è sicuramente quello che gode e chi sta solo a guardare commette steccato? Come se supino è chi dormendo su figli non si riposa. Pino. Betulle. E Rosa Maria in Fiore.
Gli italiani. Dove sono finiti gli italiani? Vedo solo turisti ormai. Cinesi o giapponesi d'inverno. Il latin lover è fuggito via, il macho si è chiuso in un convento, il manager si fa di coca proveniente dalla Colombia, non ci sono più neanche i prodotti italiani, neanche la coca siamo capaci di produrre. Ci stanno fregando tutti, tutti! Ho scoperto che ci stanno invadendo gli alieni, è uno solo, è una piccola creatura con uno strano spalmo di capelli sulla testa ed ha un linguaggio strano, ripete ripete ripete sempre le solite cose. Si fa notare ogni circa quattro anni, dice che è venuto qui sulla terra per salvare l'umanità intera da una catastrofe immane. Poi va via, scompare all'orizonte a bordo di uno Yacht. Io ci credo, voglio crederci ancora a E.T. Presto "telefono-casa", sarà il mio contatto universale tra le mie e le sue dita bitorzolute. Silvio, dammi la mano, rapiscimi nei tuoi spazi sconosciuti al di là di ogni frontiera, oltre ogni galassia. Oltre la Lega di nettuno e il cerchio del Grillo. Sono io il prescelto.
Caro fratello,
perdona il mio ardire, ma sei fuori strada.
Ti sei qualificato, ti sei mostrato come un guerriero con tante battaglie, ma di fronte a Lei, piccola ed indifesa, hai perso la guerra.
La guerra di cui Lei ti ha mostrato il lato peggiore.
Ora sai che non sei invulnerabile, che ciò che credevi estremo sapere è in realtà una serie di tattiche, ma non è ancora arte.
Se sei un guerriero, devi aver capito che la tua forza è proprio nella capacità di soffrire.
Devi solo capire che è il momento di essere veramente te stesso.
Devi comunicare a questa persona l'enorme ed insostituibile valore dei tuoi sentimenti.
Devi attraversarla con il dolore che Lei genera in te, devi farle capire che, sei in grado di amare solo Lei.
Questa tua capacità la rende unica, Lei è donna solo per te.
Non so se riesci ad intendermi, ma il consiglio che ti do, è sii te stesso.
Scordati di quei quattro manichini che si atteggiano a straccia-cuori,
ed apriti a questa donna.
Mostrale quello che, probabilmente, non ha ancora visto di te.
Falle capire che la gioia di vivere le cose con te accanto, non può provarla con altri.
Falle capire quanto è importante per te il sapore delle sue labbra.
Falle capire che sei disposto ad aspettarla, fiero e con il capo alto.
Falle capire che se non viene da te, tu non devi fuggire,
Ma aspetterai per lunghi anni di re-incontrare una migliore di Lei.
Sii fiero, sii veramente un guerriero.
che ci amiamo e l'ossessione
è una scusa per dire che non sia vero
per paura di cadere da dove voliamo
perché è dura affrontare la vita
a volte leggera
a volte infinita
perché a volte fa male
leggere qualcosa di troppo banale
perché se il dubbio è malattia
l'umana razza intera è da curare
ché le guerre gli spari e le urla
sono da estinguere
come le fiamme del cielo in ascolto
come cuori che ardono zitti
ché oltre tutta la pazzia
alla fine solo l'amore
ci allontana, ci allontana via
come alcuni dicono anche
che l'amore è una malattia
e come tale debba essere estinta
allora tanto vale bruciare
un attimo o in eterno
pur di provare quell'istante o quell'inferno.
Se siete così pazzi da voler comprare un libro che non è un libro e che tra l'altro ho scritto io fate pure. Io l'ho fatto, devo essere proprio matto!
Come vedete c'è pure l'edizione economica.
Fine fittizia.
Ché in realtà non si finisce mai di finire ed ogni fine ha un suo inizio. Oggi sento che è finito qualcosa per iniziare un'altra fine che finirà per iniziare a cominciare di finire di nuovo. Devo essere un po' sfinito. Mai finire di finire le frasi, bisogna sempre concludere, in realtà non è l'inizio che conta ma la sua conclusione. Alla fine dei conti so quanti soldi ho davvero in tasca ad esempio. Fin che la barca va, si dice che bisogna lasciarla andare e allora che vada, vada, vada a quel paese. Eppoi fino, sottile, sul finire della sottile linea rossa, alla fine del miglio verde, fino alla fine del mondo, fino alla fine del mondo, come dire, la fine è davvero importante. E tu, amore mio, sei la fine del mondo.
Oggi voglio stare dentro,
sento il cuore oscillare,
oggi voglio stare senza,
come un cielo in una danza,
oggi non ho voglia,
ho l'erba del mattino addosso,
devo scrollare il mondo,
tutto il peso del mondo
addosso a me,
sento che tu potresti,
liberarmi dal peso sulle spalle,
sento che tu vorresti,
che forse non potresti,
ma direi qualunque cosa,
pur di dare ogni cosa,
oggi non sono dentro,
oggi è come se,
fuori i lampioni spenti,
nella notte accesa,
oggi sento che, oggi sento che,
sto fuori come un lampone,
mi sento un po' alla frutta,
come dire sto un po' alla zeta,
[zoticone]
ma domani è domani e non dirmelo mai,
scusa se scherzo troppo,
scusa se scherzo scarso,
scusa se son profondo,
scusa se non m'immergo,
sono tutte contraddizioni,
la vita non dev'essere costrizioni,
[senza contro indicazioni]
mi lascio libero andare,
mi lascio libero cadere,
librare, leggo, libro, volo.
Ho gli anni contati.
I minuti, quelli, sono una piccolezza che tralascio a chi è lì per lì.
Li falsificherò come i contanti. Minuto più minuto meno, sono comunque abbastanza alto. Un nano minuto, piuttosto che secondo, un anno temuto, e hanno di te muto solo la parola auguri che passa inosservata coi tempi. La capacità invisibile di nascondere le parole, esprimere giudizi, e spremere meningi. Anche i neuroni contano. Cellula più cellula meno. Incellofanato in questo mondo di plastica senza mettersi in croce per tre per tre, senza porre paletti, senza mettere radici ma rifiorire. Sono nel fior fiore degli anni e mi piace l'erba del vicino.